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Vitigni Nebbiolo ( %)
Classificazione DOCG

Colore: Rosso granato.
Olfatto: Il naso esprime caratteri balsamici e speziati, con richiami al sottobosco, cenni mentolati, ricordi di cioccolato e tabacco.
Gusto: In bocca è elegante, setoso, di struttura ricca e di materia densa, dal lungo finale armonico.
Abbinamenti gastronomici: Perfetto per sughi, carni rosse, selvaggina, salumi e formaggi stagionati, piatti a base di funghi e tartufo.

Vigneto: Sottocastello di Novello.
Area di produzione: Comune di Novello.
Superficie: 1,89 ha.
Terreno: Substrato di marne argilloso-siltose grigio-biancastre (Marne di S. Agata Fossili) con al tetto strati di sabbie e arenarie grigio-brune o giallastre (Arenarie di Diano d'Alba), suolo argilloso-sabbioso, scarsamente evoluto, di colore chiaro, mediamente calcareo e con pH alcalino.
Età media delle viti: 15 anni.
Esposizione: Sud, sud-est.
Altitudine: 450 m s.l.m.
Densità d'impianto: 5.000 piante/ettaro.
Resa per ettaro: 55 quintali.
Sistema di allevamento: Guyot.
Epoca di vendemmia: Prima/seconda decade di ottobre.
Lieviti: Non si ricorre a lieviti selezionati.
Macerazione: 25-30 giorni di macerazione postfermentativa a cappello sommerso.
Fermentazione: 15-20 giorni in vasche termocontrollate con il 25-30% di uva intera (in base all’annata)
Affinamento: 24 mesi in botte grande, 12 mesi in vasche di cemento non vetrificato.
Filtrazione: Non si ricorre a filtrazione.
Bottiglie annuali: Circa 9.000.

Ca' Viola

La storia dell'azienda agricola Ca' Viola inizia a Montelupo Albese, in Langa, la Langa degli anni Ottanta: colline non ancora famose su cui inizia a spirare un vento nuovo. Beppe Caviola affitta la vigna dei sogni, chiamata Barturot, e insieme al fido Maurizio, vinificano le uve nel garage della casa dei genitori. Al Barturot Beppe affianca subito un'altra scommessa. A Montelupo gestisce anche un piccolo appezzamento di Barbera che decide di vinificare secondo i nuovi orientamenti che arrivano dalla zona del Barolo. Ricorre così alle barrique per l'affinamento del suo nuovo vino, che esce come "Vino da Tavola" in quanto nessun disciplinare del tempo consente il ricorso a tali contenitori per l'invecchiamento. Il vino incontra subito un grande successo anche grazie alla fortunata etichetta disegnata dal compianto maestro Gianni Gallo L'artista doglianese viene presentato a Beppe da Quinto Chionetti, patriarca del Dolcetto e altro "buon maestro" nella parabola di Caviola. Il paese di Montelupo ispira logo e nome del vino: nasce il celebre Bric du Luv, che diventerà negli anni prima Langhe Rosso, infine Barbera d'Alba, riassumendo su di sé l'evoluzione (anzi, la rivoluzione) che sta andando in scena sotto il cielo della Langa. Mentre nascono nuove etichette (il Dolcetto Vilot, la Barbera Brichet), Beppe sente la necessità di dedicarsi a tempo pieno al mestiere di viticoltore. Chiuso il rapporto con il Centro per l'Enologia, porta con sé il fidato Maurizio, "l'uomo del trattore". Per arrotondare, Beppe pensa di mettere a frutto le doti di degustatore affinate negli anni e, incoraggiato ancora una volta da Altare e da un altro caro amico, il noto produttore di Barbaresco Angelo Rocca, inizia un'attività di consulenza per gli amici barolisti. È il 1996 e l'amico Piero Cane gli mette a disposizione la tavernetta di casa in attesa che a Montelupo Beppe riesca a trovare lo spazio per il suo laboratorio. Le cose prendono una piega inaspettata: le consulenze danno ottimi risultati, il nome di Beppe Caviola varca i confini della Langa albese e giunge alle orecchie dei Moccagatta di Villa Sparina, a Gavi. È la prima azienda "di fuori" a chiamare Beppe come enologo. Ne seguiranno molte altre. Nel 2002, il produttore che voleva fare il vino degli altri per riuscire a produrre il proprio, viene nominato "Enologo dell'Anno" dalla più importante guida italiana del settore. Pochi mesi prima, Beppe e la moglie Simonetta si erano trasferiti a Dogliani, dove avevano da poco rilevato una grande villa dell'Ottocento. Nascono successivamente le nuove etichette, e nel 2002 la cantina si trasferisce a Dogliani, ma qui la famiglia Caviola inventa un complesso in cui produzione, consulenza e accoglienza turistica (il relais Villa Bracco sta diventando una realtà) possono coesistere in armonia, uniti dalla medesima filosofia della semplicità e dell'eccellenza. Nel 2005 inizia il capitolo più prestigioso: condurre una vigna di Nebbiolo da Barolo. Il cru Sottocastello di Novello è il prescelto, nella sfida è coinvolto anche il cognato Giancarlo.

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