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Vitigni Nebbiolo ( %)
Classificazione DOCG

Colore: Rosso rubino con riflessi granati.
Olfatto: Al naso si presenta ricco di complessità e intenso con note iniziali di rosa e violetta, poi di piccoli frutti rossi, note leggermente speziate e di sottobosco.
Gusto: Al palato è vivo, fresco ed equilibrato, elegante e armonico, con tannini dolci e aromi lievemente speziati in una lunga persistenza.
Abbinamenti gastronomici:
 Perfetto per piatti a base di carni rosse, selvaggina, piatti con sughi ricchi, salumi e formaggi stagionati.

Vigneto: I vitigni si trovano nel vigneto storico Villero, nel comune di Castiglione Falletto, cuore delle Langhe e della zona del Barolo. L’esposizione è sud e sud-ovest; il terreno è calcareo argilloso, con una profondità sulla marna di 1 metro. Il portainnesto è Kober, con una densità di viti di 4500/ha e con un’età di 35 anni.
Vinificazione: In rosso con pigia-diraspatura, fermentazione in acciaio a temperatura controllata per 10-15 giorni, successiva permanenza sulle bucce a cappello sommerso per 20-25 giorni e poi la svinatura; la fermentazione malolattica avviene in legno piccolo in locali a temperatura controllata, quindi si travasa e l’invecchiamento avviene in legno piccolo nuovo e di secondo passaggio per non meno di due anni. Quindi si imbottiglia e l’affinamento è non inferiore a un anno, spesso il vino riposa per 2 anni.

Boroli

Famiglia piemontese dal 1534, le sue origini però, si perdono nel tempo. È grazie all’opera di conservazione e catalogazione di Don Carlo Pollina (1744-1799), tutore del piccolo Carlo Antonio Boroli, quadrisnonno di Silvano, se i tanti documenti di famiglia sono arrivati fino ai nostri tempi. Tra questi, lo stemma araldico ci parla di grandi meriti alle crociate, sottolineati dalla mezzaluna e dalla scimitarra brandita dal leone rampante, simbolo di perspicacia e ardimento. E’ invece il sole raggiante a parlarci dell’abbondanza delle risorse del casato, baciato dalla provvidenza divina. Silvano sposa Elena Verri nel 1968; hanno 4 figli (Carlo, Guido, Achille e Filippo) che operano in campi diversi, e ora 7 nipoti. Silvano ha lavorato fino agli anni ’90 nel settore grafico-editoriale, poi ha deciso di cambiare vita, dedicandosi a una passione che ha sempre avuto: la terra, che per un piemontese non può che significare il vino in Langa. Achille, dopo la laurea in economia aziendale, decide di occuparsi dell’azienda vitivinicola e di enogastronomia. Dopo il riconoscimento della Stella Michelin alla Locanda del Pilone, con la vendemmia del 2012 cambia radicalmente metodo in vigna e in cantina, mirando alla qualità totale del barolo e dei suoi cru. La nuova cantina, progettata da Guido Boroli (architetto, il secondo dei 4 fratelli), di oltre 1.000 mq., è caratterizzata da tre aree ben distinte: il piano interrato, il piano terra e la sala degustazione. Il piano interrato è dedicato alla maturazione e all’affinamento dei vini, mentre il piano terra viene utilizzato per la lavorazione del prodotto. La sala degustazione è caratterizzata da ampie vetrate da cui gli ospiti, proiettati nel cuore della valle del Barolo tra i borghi di La Morra, Barolo, Castiglione Falletto, possono godere di un panorama unico al mondo. Esternamente, primo esempio al mondo (poi ampiamente imitato), sui muri fuori terra, è stato applicato un rivestimento di rovere massello, ottenuto smontando barriques usate e non più utilizzabili. Dal punto di vista estetico si sono ottenuti due risultati interessanti: il ricordo del ciclo produttivo del Barolo (l’essenzialità dell’utilizzo del rovere) e un forte mimetismo col terroir eliminando qualsiasi impatto visivo. Ma tutto ciò ha anche una funzione tecnica importante: infatti questo rivestimento crea un isolamento termico naturale eccellente. Il progetto è stato pubblicato sulle più importanti riviste di architettura come esempio di miglior connubio tra tradizione e innovazione.

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