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Vitigni Chardonnay ( %), Pinot Nero ( %)
Classificazione DOCG
Bollicine Jahrgangswein, Millesimato, Millésimé

Colore: Giallo paglierino intenso con lievi sfumature oro antico. Spuma abbondante e cremosa, con buona persistenza di una tenue corona; perlage sottile e sinuoso.
Olfatto: Fine ed elegante, caratterizzato da un’apertura su note di zafferano cui seguono lievi i profumi agrumati di bergamotto e cedro candito, frutta a pasta gialla matura e crosta di pane e alleggerito da freschi tocchi di anice stellato su un fondo di pietra focaia.
Gusto: al palato, il vino è caratterizzato da grande equilibrio; la grande struttura, la vivida acidità e la persistente sapidità finale si uniscono con dinamismo e regalano grande personalità.
Abbinamenti: nell’abbinamento, esalta al massimo primi piatti strutturati e pasta fresca ripiena, secondi di pesce in umido, pietanze a base di carne e formaggi, anche stagionati.

Complesso, essenziale

Dedicato agli estimatori più attenti, è un millesimato a dosaggio zero che nell’abbinamento esalta primi piatti strutturati e pasta fresca ripiena, secondi di pesce in umido, pietanze a base di carne e formaggi, anche stagionati.

UVE

Chardonnay (70%) e Pinot Nero (30%), provenienti dai vigneti di proprietà Arzelle, Rovere, San Carlo e Ragnoli; tutti ad alta densità d’impianto (10.000 ceppi/ettaro).

RESA

9.000 kg d’uva per ettaro, con una resa in mosto del 30% equivalente a 3.600 bottiglie a ettaro.

VINIFICAZIONE

Spremitura soffice e progressiva dei grappoli con frazionamento dei mosti; fermentazione alcolica in tini d’acciaio e affinamento delle migliori parcelle in barrique di rovere, dove maturano per 6 mesi a contatto con i lieviti.

MATURAZIONE

Preparazione della cuvée nella primavera successiva alla vendemmia, esclusivamente con il 100% di vini dell’annata. Seconda fermentazione in bottiglia e successivo affinamento sui lieviti per almeno 5 anni, seguito da altri 6 mesi dopo la sboccatura.

DOSAGGIO

Dosaggio Zero.

Berlucchi

Ci sono domande capaci di cambiare il destino di persone e di luoghi. “E se facessimo uno spumante alla maniera dei francesi?” è stata una di quelle. Nel 1955 il giovane e vulcanico enotecnico Franco Ziliani la rivolse a Guido Berlucchi, gentiluomo di campagna. Berlucchi cercava un consulente capace di migliorare il suo Pinot del Castello e trovò invece il partner per un’avventura di gusto che avrebbe modificato il destino della Franciacorta. Ziliani fu affascinato dall’elegante figura di Berlucchi, dalla sua elegante dimora – Palazzo Lana Berlucchi – e dall’antica cantina sotterranea. Il suo sogno giovanile era produrre un metodo classico nel suo territorio natale, la Franciacorta, e osò proporre a Berlucchi l’idea di un vino “spumeggiante” in un territorio abituato ai nettari fermi. Berlucchi accettò, e ai due pionieri si unì l’amico Giorgio Lanciani. La sfida ebbe inizio e, dopo alcune annate meno fortunate, nel 1961 furono sigillate tremila bottiglie di Pinot di Franciacorta. Stappate l’anno dopo, si rivelano ottime. Era nato il Franciacorta! Franco Ziliani, eletto a padre del Franciacorta dai vignaioli locali, ha condotto l’azienda nel nuovo Millennio, un territorio di nuove e coinvolgenti sfide. Al suo fianco è la seconda generazione, rappresentata dai figli Cristina, Arturo e Paolo, rispettivamente a capo della comunicazione, della produzione e dell’area commerciale di casa Berlucchi. In un contesto ancor più dinamico e competitivo rispetto agli Anni Sessanta del Novecento, i suoi discendenti dimostrano di aver ereditato la vocazione pionieristica dell’inventore del Franciacorta. A loro si deve infatti il lancio delle linee Berlucchi ’61 e di Palazzo Lana Riserva, ma soprattutto il rinnovamento totale del vigneto e della cantina con l’obiettivo della qualità totale e della sostenibilità. Oggi la Guido Berlucchi è un’azienda familiare fortemente radicata nel suo territorio e insieme alfiere del vessillo del Franciacorta e del made in Italy fuori dai confini nazionali, come testimonia la sua presenza a importanti momenti di celebrazione, uno su tutti il brindisi per l’Oscar come miglior film straniero a La Grande Bellezza.

Metodo Classico

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