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Vitigni Chardonnay ( %), Pinot Nero ( %)
Classificazione AOC
Bollicine , Jahrgangswein, Millesimato, Millésimé, Rosè

Colore: Rosa con riflessi ambrati e ramati
Olfatto: Il bouquet è affascinante, maturo e profondo. Ben presto la prima ondata, un connubio scuro di spezie e cacao, lascia spazio alle note fruttate, che si affermano in tutta la loro maestosità: fico e albicocca passiti, arancia candita. Sull'insieme aleggiano accenti affumicati.
Gusto:
L’ampiezza del vino si diffonde immediatamente. L'intensità e la succulenza persistono a lungo, giocando tra il soffice e il croccante. La consistenza setosa si fonde in una trama fitta, vigorosa, dalla leggerezza vegetale e linfatica. La vinosità si fa iodata, salina.
Abbinamenti gastronomici:
Rosé Vintage 2006 si sposa a una cucina semplice, modesta, pura, autentica, una cucina tradizionale dell’Europa del sud, originaria dell’Italia, Spagna o Francia.
Il vino incarna infatti alla perfezione una texture ricca e morbida.

Il brivido dell'ignoto

Quando Dom Pérignon sceglie di essere Rosé, è in nome della libertà: la libertà di avventurarsi, di liberarsi dalle convenzioni per spingersi oltre i limiti della creatività.
Nato da questo desiderio di osare, Dom Pérignon Rosé coglie lo splendore rosso del Pinot Noir e ne cattura l’energia vitale in un assemblaggio audace e deciso. Frutto di un lento e magistrale invecchiamento di quasi 12 anni, Dom Pérignon Rosé è indomito e carnale, al contempo chiaro e scuro, magnetico. La sua vibrazione abbraccia il brivido dell’ignoto e invita all’esplorazione

DOM PÉRIGNON ROSÉ VINTAGE 2006: UNA VITALITÀ MAGNETICA

Il clima del 2006 è stato complessivamente caldo e secco, seppure caratterizzato da contrasti. Luglio è stato afoso, mentre agosto insolitamente fresco e umido. Il Millesimato è nato grazie all’atmosfera quasi estiva di settembre, che ha assorbito qualche focolaio di botrite sui grappoli e offerto una maturità ben superiore alla media. La raccolta è iniziata l’11 settembre ed è proseguita per quasi tre settimane.

Dom Pérignon

Nel 1668, Pierre Pérignon diviene cantiniere nell'abbazia di Hautvillers. Grazie ai vigneti, porta l'azienda a una nuova prosperità, scoprendo per caso, durante i sui esperimenti, come creare le bollicine Contemporaneo di Luigi XIV, dedica la sua esistenza al perfezionamento di una tecnica che gli consentirà di ottenere un vino dalla fama ineguagliabile. Tre secoli dopo, la Maison ha reso immortale il lavoro di questo asceta, oramai considerato a tutti gli effetti il padre spirituale dello champagne. I millesimati Dom Pérignon sono prodotti solo con le migliori uve della tenuta. Ognuno di essi è una creazione unica, con uno stile e un’identità irripetibili. È lo chef de cave Richard Geoffroy a decidere se un vintage potrà o meno essere dichiarato: “Se il frutto raccolto non soddisfa i criteri Dom Pérignon, non ci sarà alcun millesimato”. Questa visione si rispecchia nel sottile equilibrio che caratterizza lo champagne della Maison: un’alleanza di complessità e intensità. La lenta evoluzione regala ai millesimati Dom Pérignon un incredibile potenziale di invecchiamento, che si esprime in non meno di tre plénitude, o momenti di maturazione. La filosofia, la visione e lo spirito di Dom Pérignon sono inscritti nel Manifesto del marchio, un documento che spiega i dieci principi fondamentali che governano la produzione dei vini della Maison. Dom Pérignon può essere solo millesimato e assemblato. Ogni anno, lo Chef de Cave reinventa lo stile della Maison con uve diverse, creando un vintage unico, che esprime con perfetto equilibrio l’identità di Dom Pérignon e quella dell’annata. Il risultato è ottenuto attraverso l’assemblaggio di due varietà d’uva, Pinot Noir e Chardonnay, raccolte nei migliori vigneti della Champagne. I vini Dom Pérignon devono la loro complessità alla lenta maturazione delle uve, che conserva la freschezza pur rivelando nuovi aromi e nuove consistenze con il passare del tempo. Gli aromi, che si sviluppano nei vini in assenza di ossigeno durante il processo di invecchiamento, garantiscono uno straordinario potenziale in cantina e la mineralità tipica della Maison. Immersa nel cuore della Champagne su una collina che domina la Valle della Marna, l’abbazia di Hautvillers è la culla della Maison Dom Pérignon. Fondata intorno al 650 da San Nivardo, arcivescovo di Reims, viene distrutta e ricostruita in diverse occasioni, fino a rinascere dalle ceneri nel XVI secolo grazie all’intervento di Caterina de’ Medici. È in questo luogo straordinario che per 47 anni Dom Pérignon persegue la sua ambizione di creare il “miglior vino al mondo”. Il patrimonio dell’abbazia, il cui chiostro è stato restaurato nel 2012, rappresenta oggi un’inesauribile fonte di ispirazione per Richard Geoffroy.

Metodo Classico

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