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Vitigni Nerello Cappuccio (20 %), Nerello Mascalese (80 %)
Classificazione DOC

Colore: Rosso rubino con sfumature granata.
Olfatto: Al naso si presenta fine ed elegante, intenso, ricco, ampio, complesso, fruttato con intensi sentori di ciliegia e prugna sotto spirito, poi speziato di tabacco con fitte note di minerali di pietra focaia e toni balsamici.
Gusto: Al palato è secco, minerale con una spiccata acidità, piacevole sapidità e notevole persistenza, caldo e morbido con tannini scolpiti e finale balsamico.
Abbinamenti gastronomici: Perfetto per piatti a base di carni rosse importanti, selvaggina, primi piatti  base di sughi, salumi, formaggi stagionati e piatti a base di funghi.

Uvaggio: Nerello Mascalese, nobile varietà autoctona, e Nerello Cappuccio, da secoli sul vulcano.
Area di produzione: Contrada Monte Serra, territorio del Comune di Viagrande (CT), sul versante sud-est dell’Etna, sulle pendici del cono eruttivo spento Monte Serra.
Altitudine: Circa 500 m s.l.m.
Clima: Clima di alta collina, moderato dalla vicinanza del Mar Ionio, umido e piuttosto piovoso nella stagione più fredda, con una costante ventilazione ed abbondante luminosità.
Terreno: Sabbioso, vulcanico, ricco di minerali, a reazione subacida (pH 6,3).
Densità d’impianto: Da 9.000 a 10.000 ceppi per ettaro.
Resa per ettaro: Circa 4.500 kg/ha.
Età delle viti: Vviti centenarie, in gran parte pre-fillossera, a piede franco.
Sistema di allevamento: Sistema tradizionate al alberello.
Vendemmia: Uve raccolte manualmente tra fine settembre e inizio ottobre.
Vinificazione: Fermentazione in acciaio a temperatura controllata con lunga macerazione, con uno specifico lievito indigeno selezionato in vigna ed in cantina dall’azienda dopo una lunga sperimentazione.
Maturazione: Prevalentemente in botti di rovere francese da 15 hl, per almeno 24 mesi.
Affinamento: In bottiglia per almeno 12 mesi.

Benanti

L'azienda Benanti ha radici ben salde sui pendii dell'Etna: già a fine '800 il nonno dell'attuale proprietario, Giuseppe Benanti produceva vino. Il nipote, suo omonimo, nel 1988 persegue la medesima strada volta alla riscoperta dei vitigni tradizionali andati in disuso per produrre vini di qualità con grand epassione. Porta il focus della coltivazione e della produzione al terroir dell'Etna conducendo una grande opera di zonazione per qualificare i vari vigneti dislocati sul vulcano. Così parte il gran lavoro che porterà l'azienda a risultati straordinari producendo vini da vigneti dei migliori Cru dell'Etna: espressività di territorio e di terroir nelle interpretazioni magistrali dei vitigni autoctoni. L'azienda ha deciso anche di investire nei territori di Pachino e pantelleria sempre con rinnovata voglia di esaltare le peculiarità di territorio.

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