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Vitigni Fiano ( %)
Classificazione DOCG

Colore: Giallo oro.
Olfatto: Al naso è complesso e fresco, con note di fiori, di frutti gialli, frutta secca e spezie.
Gusto: 
Al palato è di buona struttura, elegante e minerale, fresco e di buona persistenza.
Abbinamenti gastronomici: Perfetto per piatti a base di carni bianche, pesce e crostacei, formaggi e risotti.

Esposizione ed altimetria: Terreni collinari a 400 metri s.l.m. esposti a sud-ovest.

Suolo: Terreno argilloso calcareo.
Sistema di allevamento: Cordone speronato.
Densità d’impianto: 3000 viti per ettaro.
Resa per ettaro: 65 quintali.
Resa per pianta: 1,80 kg.
Epoca di vendemmia: Terza decade di ottobre
Raccolta: Manuale.
Vinificazione: Le uve raccolte al momento della loro completa maturazione, vengono pressate e il mosto fermentato in serbatoi di acciaio a basse temperature. Segue un affinamento in bottiglia per un periodo di tre mesi.

Antonio Caggiano

È una delle cantine più belle e spettacolari della Campania: si passeggia stupiti tra decine di migliaia di bottiglie a riposo in nicchie ricavate tra le pareti di pietra. E poi, ovunque, barriques dove affinano i grandi vini di Taurasi: il Macchia dei Goti, il Salae Domini e il Taurì. Il fondatore, Antonio Caggiano è stato per anni un appassionato ed entusiasta fotografo giramondo, dal freddo dell’Artide al deserto africano, dagli Stati Uniti al Sud America e poi dalla vecchia vigna di famiglia (Salae Domini) ai lavori di realizzazione delle sue cantine che iniziano nel 1990 dando il via alla produzione non solo per ritrovare profumi e sapori svaniti nella realtà del vino di Taurasi, ma anche per creare un piccolo museo della cultura contadina. Edificate secondo moderni criteri tecnici e antico gusto estetico, il visitatore vi accede attraverso ambienti che lasciano immaginare un misterioso mondo sotterraneo, tra pareti di grandi massi di pietra, archi e soffitti a volta. Antonio decide di fondare la sua azienda spinto da un incontenibile desiderio di dare voce alla storia e alle tradizioni della sua amatissima Taurasi. La particolarità delle sue spettacolari cantine, è subito evidente, passeggiando tra i numerosi affascinanti cunicoli. Non è semplicemente un luogo di botti, bottiglie e tini, ma un vero e proprio museo della cultura vitivinicola. In ogni angolo, su ogni parete, e nei molteplici incavi ricavati dalle mura in pietra, è possibile scorgere arnesi e utensili tipici della pratica di viticoltore. Agli utensili e alle centinaia di botti si affianca una varietà di opere d’arte di legno, vetro e pietra, alcune realizzate dallo stesso Antonio, altre regalate da amici artisti che rendono l’atmosfera ancor più suggestiva. Oggi l’azienda, è condotta da Giuseppe, per tutti Pino, figlio di Antonio, che sempre aiutato dal padre, attraverso un rigoroso lavoro in vigna, ed una appassionata e attenta interpretazione enologica, ha contribuito all’affermazione di uno stile qualitativo di grande personalità, che ha contraddistinto l’azienda Antonio Caggiano come grande interprete dei vini irpini.

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