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Vitigni Nebbiolo (100 %)
Filosofia Naturali
Classificazione DOC

Colore: Rosso rubino con cenni granati.
Olfatto: P
rofumi tipici della zona del Barolo Bricco Boschis con sentori principalmente fruttati poi floreali e poi ancora speziati, aperti e intensi. 
Gusto: Al palato è equilibrato, fresco e tannico, esprime territorialità nelle classiche caratteristiche del nebbiolo. Dotato di lunga persistenza e longevità.
Abbinamenti gastronomici: Perfetto per piatti tipici della tradizione, primi piatti a base di carni, funghi e tartufo, bolliti, carni arrosto e selvaggina, salumi e formaggi stagionati.

Area di produzione: Nebbiolo proveniente dalle vigne Bricco Boschis, Vignane, Codana, Pernanno.
Vinificazione: 
Con lieviti naturali, macerazione a cappello semisommerso per 18-30gg.
Affinamento: Tradizionale, in botti di rovere di Slavonia per 15-24 mesi.

Cavallotto

Si è creato un legame indissolubile fra la famiglia, la collina e le sue vigne. Sulla collina Bricco Boschis i vigneti hanno trovato gli elementi perfetti: il microclima, un terreno con una conformazione mineralogica composta di marne calcaree e sabbia. E hanno trovato Cavallotto. Dal 1928. La storia di questa collina comincia con un altro nome, quello di Monte della Guardia. Fu di proprietà di Juliette Colbert, l’ultima Marchesa di Barolo, quella che ospitò Silvio Pellico uscito dalle prigioni austriache, che creò istituzioni benefiche in tutto il Piemonte, che destinò una parte del suo Palazzo Barolo di Torino ad asilo per i figli dei lavoratori e che, non ultimo, creò il Barolo così come oggi lo conosciamo. La marchesa Juliette lasciò la collina a Giuseppe Boschis, che lavorava quelle vigne. Da allora quella collina è stata chiamata Bricco Boschis. Nel 1928 il bisnonno Giacomo Cavallotto acquisì l’intera proprietà, creando la Tenuta Cavallotto. Da qui in avanti è una storia di famiglia. Nel 1946 Olivio e Gildo, sotto l’occhio attento del papà Giuseppe e dello zio Marcello, per la prima volta vinificarono interamente la produzione di uva. Creando le prime bottiglie fatte esclusivamente con le uve di questa collina. Il 1948 è un anno di svolta: viene ingrandita la cantina e inizia la commercializzazione delle prime bottiglie di Barolo con etichetta Cavallotto. Bisogna aspettare il Barolo dell’annata 1967 per vedere la dicitura Bricco Boschis. Dal 1970 il Bricco Boschis è meglio specificato con l’aggiunta delle singole vigne che lo compongono: Vigna San Giuseppe, Vigna Colle Sud-Ovest, Vigna Punta Marcello e il Barbera d’Alba Vigna Cuculo. Nel 1989 la famiglia Cavallotto decide di acquistare un altro pezzo di storia del vino piemontese: il 60% del cru Vignolo. Le sue uve vinificate in purezza creano il Barolo Riserva Vignolo. Nel 1995, unendo le uve prodotte dalle vigne Colle Sud-Ovest e Punta Marcello, nasce il Barolo Non Riserva, il Cru Bricco Boschis, diretto discendente di quello prodotto dal ’48 al ’67. Oggi sono Alfio, Giuseppe e Laura a guidare la Tenuta Cavallotto, nel rispetto della tradizione di questa collina e della propria famiglia. Al di sotto di Bricco Boschis è stato creato il reparto invecchiamento per i vini nobili, che si affianca al locale per l’imbottigliamento e a quello per l’affinamento, nato nel ’94 e ampliato nel 2008.

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