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Vitigni Müller Thurgau ( %), Pinot Bianco ( %), Riesling ( %), Sauvignon Blanc ( %)
Classificazione IGT

Colore: Giallo paglierino con riflessi verdolini. 
Olfatto: Al naso è fine e delicato, con una buona aromaticità, note di mela fresca, erba limoncina con tenui sentori di vaniglia e spiccate note floreali.
Gusto: Al palato è vivace, fresco ed equilibrato, gli aromi fruttati e floreali si ripetono per un sorso vivace e di grande piacevolezza.

Abbinamenti gastronomici: Perfetto per antipasti e piatti a base di pesce, crostacei e carni bianche.

Suolo: Marnoso, leggero, ben ventilato e soggetto a veloce riscaldamento.
Vinificazione: Le uve vengono pigiate leggermente, il mosto separato dai residui attraverso precipitazione naturale e quindi lasciato fermentare a temperatura controllata.

Hofstätter

Josef Hofstätter, fabbro di professione, gestiva un piccolo ristorante con la moglie Maria e produceva il vino nella sua cantina. Ben presto egli si rese conto che il commercio del vino poteva essere un’attività redditizia. Fu così che nel 1907 fondò la propria azienda vinicola. Quando Josef Hofstätter morì, senza aver avuto figli, toccò a sua moglie il compito di gestire l’attività, assistita dal fidato collaboratore Konrad Oberhofer. In seguito, Konrad Oberhofer sposò Luise, nipote di Maria Hofstätter, e prese in mano le redini dell’azienda. Oberhofer fu uno dei primi viticoltori a vendere il vino in bottiglia, anziché sfuso in botti. Fu sempre sua l’intuizione di vinificare separatamente le uve provenienti da ogni singolo vigneto, indicando in bottiglia la loro origine geografica. Nel 1959 Paolo Foradori, membro di una nota famiglia di vignaioli, sposò Sieglinde, l’unica figlia di Luise e Konrad Oberhofer. Grazie a questo matrimonio, J. Hofstätter estese le sue proprietà ad alcune delle tenute più vocate per la produzione di Pinot Nero: i masi Barthenau, Oberyngram e Unteryngram. Da allora l‘azienda possiede e coltiva vigneti sia sul versante est che su quello ovest della Valle dell’Adige, cosa unica in Alto Adige per una cantina a conduzione familiare. Martin Foradori Hofstätter, figlio di Sieglinde e Paolo Foradori, ha iniziato a condurre l’azienda negli anni Novanta. A lui è toccato il compito di traghettarla verso una nuova era, modernizzando e ampliando i locali della cantina e creando nuovi servizi come l’enoteca, i ristoranti Hofstätter Garten e Alte Post e il giardino-vigneto del Gewürztraminer che accoglie appassionati e turisti in ogni stagione. Nel 2007 Martin Foradori Hofstätter acquistò la vigna del Castello di Rechtenthal, un vigneto situato in una posizione spettacolare, poco distante dal Kolbenhof. A partire dal 2014 egli avvia nuove iniziative imprenditoriali: la sua passione per il Riesling lo porta lungo la Mosella, terra di grandi Riesling di fama internazionale, dove acquisisce la storica azienda Dr. Fischer con vigneti nelle migliori esposizioni della Saar. Con l’acquisto, avvenuto nel 2017, di Maso Michei, in Trentino, Martin Foradori Hofstätter ha aggiunto alle sue proprietà una straordinaria tenuta di alta montagna. Rispettando il concetto di “Cru”, Martin Foradori Hofstätter continua, senza compromessi, a tenere accesi i riflettori sul tema della zonazione in Alto Adige e sulla classificazione “Vigna”. La Tenuta Hofstätter fu la prima azienda in Alto Adige ad introdurre il termine “Vigna”, per valorizzare la singola produzione e i masi storici, vinificando ogni Vigna separatamente. Proprio come suo padre Paolo ha fatto prima di lui, anche Martin Foradori Hofstätter mette al centro la tradizione e il terroir: indipendentemente dalle mode e dai momentanei trend di mercato, prosegue con determinazione, dedicandosi alla massima espressione del vigneto. Questo però richiede un impegno enorme. Il raccolto di un vigneto da una particella ben distinta è sempre limitato e di conseguenza anche il vino che se ne produce. Per il vignaiolo questa restrizione può essere ulteriormente vincolante se influenzata da eventi meteorologici avversi o da altri imprevisti ma rappresenta un’ulteriore prova di attenzione alla qualità e un’attrattiva per gli intenditori di vino. Le situazioni climatiche che cambiano di anno in annosi riflettono poi nel vino e presentano il suo inconfondibile carattere. Chi cerca la Tenuta Hofstätter attraversando i vicoli di Tramin-Termeno, si ritrova nell’ampia e vivace piazza del Municipio, con i suoi bar e la chiesa. Qui, più di 100 anni fa, il fondatore dell’azienda, iniziò a produrre vino. Oggi la cantina è condotta sapientemente dalla quarta generazione della famiglia Foradori Hofstätter. Martin Foradori Hofstätter, che regge le redini dell’azienda, ha alle sue spalle oltre un secolo di esperienza nella cura di vitigni esigenti di Pinot Nero e Gewürztraminer, che rappresentano la punta di diamante della produzione, ma anche di varietà come Lagrein, Pinot Bianco e Schiava. La dimensione e l’estensione dei vigneti coltivati consente ancora una viticoltura manuale, pur accompagnata da tecnologia all’avanguardia. Moderna è anche la cantina che permette una delicata vinificazione e la perfetta maturazione dei vini, grazie a una temperatura ideale. L’azienda vitivinicola ha la propria sede in un’imponente costruzione del XVI secolo che venne realizzata per l’imperial-regia stazione di posta e che ospitò poi la locanda “Schwarzer Adler” (Aquila Nera) di Maria Hofstätter, prozia di Martin Foradori Hofstätter. In cantina, il marito Josef produceva i suoi primi vini. Il successo e la separata vinificazione dei singoli vigneti necessitarono ben presto di nuovi spazi. La distanza che separava l’azienda dalla montagna sovrastante Tramin-Termeno, il monte Roen e dalla chiesa gotica era però limitata. Martin Foradori Hofstätter risolse il problema facendo “crescere” la cantina in altezza, ospitandone una parte nella “torre del vino”, una costruzione moderna rivestita all’esterno in legno, fatta erigere nel 1997 proprio accanto al campanile tardogotico, il simbolo di Tramin-Termeno, ben visibile da lontano. Da un’idea azzardata è nato un felice connubio architettonico. Un’assoluta novità per l’Alto Adige sono anche le nuove botti di cemento installate nel 2013: con la loro forma conica il mosto d’uva fermenta in delicatezza e consuma poca energia, quella necessaria per il controllo della temperatura. Inoltre, le botti sono sorprendentemente eleganti ed oggi sono uno degli elementi d’attrazione della cantina.

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