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Vitigni Sauvignon Blanc (100 %)
Filosofia Biologici

Colore: Giallo dorato.
Olfatto: Al naso è intenso con note di frutta gialla matura, miele, note vegetali e terrose su fondo aromatico e minerale.
Gusto: Al palato è un vino bianco di grande maturità e mediterraneo. Nonostante l’opulenza, rimane un vino teso, tra mineralità, materia e tratti tipici della botrytis.
Abbinamenti gastronomici: 
Perfetto per piatti a base di pesce e crostacei, antipasti a base di verdure, primi piatti di pesce.

Suolo: Argillo calcareo.
Estensione del vigneto: 1 ha.
Tipo d’impianto: Guyot.
Densità ceppi per ha: 7.000.
Età media del vigneto: 50 anni.
Produzione media per ha: 20 hl.
Vinificazione e affinamento: Fermentazione spontanea con il 50% delle uve botrytizzate in vasche d'acciaio inox, seguita da fermentazione malolattica. Affinamento di 36 mesi sulle fecce fini in barrique vecchie.
Solforosa totale: 5 mg/l.
Bottiglie prodotte: 8.000.

Domaine Sébastien Riffault

Il Domaine Étienne et Sébastien Riffault nasce nel 1900 nella regione della Loira, all’interno dell’AOC del Sancerre. Sury-en-Vau è il paesino dove oggi, Sébastien e la moglie Juraté, lavorano 12 ettari vitati producendo un vino che è pura espressione di uno dei terroir più interessanti di Francia, dove è il Sauvignon Blanc a trovare il luogo di elezione per crescere. Sébastien crede in un ciclo lavorativo della vigna nel rispetto di metodi naturali, dapprima certificato biologico, oggi segue i principi della biodinamica: l'aratura del terreno, ricco di silice, viene realizzata con due giumente, permettendo una migliore ossigenazione del terreno; in vigna vengono utilizzati solo concimi naturali, senza l’utilizzo di chimici e si vendemmia solo quando le uve hanno raggiunto la piena maturazione (quando raggiungono un color arancione- viola). L’età delle vigne si aggira intorno ai 50 anni, sono situate sulla zona collinare che si affaccia su Sancerre, con una pendenza del 20-25% e affondano le radici in suoli ricchi di calcare e silice, particolarmente adatti al varietale coltivato. In cantina solo vinificazioni spontanee, nessuna chiarifica o filtrazione né tantomeno solfiti. Una lunga maturazione in botti e l’imbottigliamento con luna calante permettono di offrire vini – rossi e bianchi – ricchi e molto intriganti. Si scordino però i bianchi di Sancerre dello stereotipo stilizzato dal gusto di peperone verde e foglia di pomodoro. I nomi dei vini sono in Lituano, in onore della moglie di Sébastien: Auksinis - dorato, Skeveldra- pezzo di pietra e Akmènimé - fatto con la pietra.

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