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Vitigni Grillo ( %), Zibibbo ( %)
Classificazione IGP

Colore: Giallo paglierino acceso.
Olfatto: Al naso è fine e ricco con note di frutta bianca matura.
Gusto: Al palato è fresco e sapido, morbido ed equilibrato con buona persistenza aromatica data dallo Zibibbo.
Abbinamenti gastronomici: Perfetto su piatti a base di pesce e crostacei, verdure, zuppe di pesce.

Territori: Isola di Pantelleria, 350 m s.l.m. e Contrada Samperi, Marsala (TP).
Superficie vigneto: 3 ha.
Età vigneto: A Pantelleria 30 anni, a Marsala oltre 20 anni.
Terreno: Vulcanico, collinare-terrazzato a Pantelleria; calcareo-sabbioso pianeggiante a Marsala.
Sistema di allevamento: Alberello pantesco a Pantelleria, controspalliera Guyot a Marsala.
Vendemmia: Zibibbo seconda settimana di settembre, Grillo prima settimana di settembre.
Resa per ettaro: 50 q.li a Pantelleria, 60 q.li a Marsala.
Vinificazione: Dalle radici del Pietranera e del Grappoli del Grillo, dopo una rigorosa selezione manuale dei grappoli, l’uva viene diraspata, delicatamente pigiata e avviata alla macerazione a freddo per circa 24 ore; dopo la pressatura soffice, il mosto a bassa temperatura resta a decantare per 48 ore. La parte illimpidita si avvia alla fermentazione in vasche di acciaio, a temperatura controllata, adopera di lieviti indigeni.
Affinamento: 7 mesi in vasca di acciaio, sulle fecce fini.
Bottiglie prodotte: 22.000.
Prima annata: 1997.

Marco de Bartoli

Un pezzo di Sicilia, anzi un pezzo di viticultura italiana. Un’azienda con una testa e due cuori, uno a Samperi (Marsala) e l’altro a Bukkuram (Pantelleria). Sebio e Giuseppina sono ora al timone dell’azienda, precocemente lasciati dal papà Marco nel 2011. Marco era un vulcano, un sognatore visionario. “Ha l’irruenza solare della sua terra: quando lo incontri vorrebbe raccontarti tutto in pochi minuti e farti assaggiare tutto, spiegarti la sua gioia e la sua soddisfazione per giudizi positivi al suo vino e insieme vorrebbe esprimerti la sua rabbia per come viene considerato il vino del Sud e si fa meridionalista, e poi, all’improvviso, s’adombra contro gli uomini della sua stessa terra che hanno trasformato il nome Marsala, per decenni, in una parola quasi volgare. Ha le lacrime agli occhi quando parla del degrado della sua Sicilia, si accende di furore; ma si distende subito, nei suoi mille progetti quando il bicchiere si accosta alle labbra. Il “Vecchio Samperi” è un vino che non ha nulla cui poterglisi paragonare. Unico, arrogante, potente, spavaldo, ma senza disarmonia, irripetibile. Ed è questo vino – per fortunissima avventura non si poteva chiamare Marsala perché non è fortificato come il disciplinare del Marsala Vergine prevede – che lo ha portato sulla scena dei grandi ove subito ha avuto il ruolo del protagonista. L’azienda è a dodici chilometri da Marsala, in quella terra di Sicilia che è grande in ogni sua manifestazione, nel bene e nel male; terra dura di uomini duri, di famiglie assestate sul territorio. Marco De Bartoli ha i segni guasconi della volontà di vincere su tutti i fronti e ha vinto, con la tenace, caparbia convinzione di essere nel giusto, e per dimostrarlo parla molto come si usa in Sicilia, non per raccontarsi, ma per permettermi di bere: è lì la sua prova più grande.”

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