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Vitigni Malvasia (15 %), Trebbiano (85 %)
Filosofia Biologici
Classificazione DOC

Colore: Giallo paglierino intenso. 
Olfatto: Profumi di frutti bianchi maturi e miele, toni agrumati ed erbe aromatiche.
Gusto: Gusto fresco e sapido, di grande personalità, morbido con ottima struttura, corpo e persistenza.
Abbinamenti gastronomici: Per le sue caratteristiche organolettiche è ideale per accompagnare primi piatti di pesce e formaggi delicati.

Uve: Trebbiano e Malvasia di antiche selezioni provenienti da un vecchi vigneti coltivati nel territorio del comune di Nocciano, secondo i principi dell’agricoltura biologica.
Vendemmia: La raccolta avviene alla fine di settembre (vendemmia tardiva) in relazione alla completa maturazione biologica delle uve valutata mediante la misurazione del grado zuccherino, del pH e dell’acidità totale. Le uve vengono vendemmiate manualmente a rispetto della loro integrità e delle caratteristiche organolettiche che si esprimeranno nel futuro vino.

Chiusa Grande

L’azienda agricola biologica Chiusa Grande – tra le più certificate d’Europa – è ubicata in Abruzzo, a Nocciano, comune di Pescara, dove sinuose colline prossime ai massicci del Gran Sasso d’Italia e della Majella incorniciano 55 ettari di vigneti impiantati su terreni fortemente argillosi e medio impasto argillosi. Il microclima, caratterizzato da importanti escursioni termiche tra giorno e notte, conferisce alle uve qualità uniche e ottimali per la vinificazione. Se ne avvantaggia il variegato patrimonio viticolo aziendale. Da una parte gli autoctoni Montepulciano, Trebbiano d’Abruzzo e Pecorino; dall’altra gli internazionali Chardonnay, Pinot Grigio, Merlot e Cabernet Sauvignon. Azienda agricola fondata nel 1994 per volontà di Franco D’Eusanio, dottore in Scienze Agrarie e consulente per anni di aziende vitivinicole, acerrimo sostenitore della “filosofia bio”, tanto da essere definito: “vinosofo” e “bio-innovatore”. Sintesi dell’amore per la natura dettato da motivi etici, orientato alla riscoperta della tradizione e all’equilibrio dell’ecosistema. «Non si può decidere di passare all’agricoltura biologica solo per logiche riconducibili al posizionamento sul mercato, alla base deve esserci una solida convinzione e uno stile di vita coerente con la scelta fatta. Dobbiamo capire che fare agricoltura ricorrendo all’uso esasperato della chimica ci porterà in un vicolo cieco. Credo che si possa fare un vino buono senza essere schiavi del profitto, avendo cura del benessere psicofisico di chi beve». Franco D’Eusanio

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