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Vitigni Glera ( %)
Classificazione DOCG
Bollicine Jahrgangswein, Millesimato, Millésimé

Colore: Giallo paglierino con riflessi verdolini.
Olfatto: Al naso è delicatamente aromatico con note floreali e fruttate fresche.
Gusto: Al palato è armonico, gentile e fresco.
Abbinamenti gastronomici: Perfetto per antipasti, piatti a base di verdure e crostacei.

Audax Zero.3  con il suo carattere audace e il grado zuccherino che si avvicina appunto allo zero, rispetta appieno il trend dei consumi di oggi e allo stesso tempo anche la visione e lo spirito pionieristico di Giuliano Bortolomiol, che fu il primo, negli anni 60 a produrre il Prosecco di Valdobbiadene (oggi Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG) in versione brut.
Questo spumante, infatti, racchiude tutta
l’esperienza spumantistica della cantina Bortolomiol.

Sistema di allevamento: Cappuccina modificata.
Produzione media per pianta: 1,5 kg.
Vendemmia: Manuale, nella seconda metà di Settembre.
Resa: 13.500 kg/ha.
Vinificazione: Fermentazione in bianco mediante pressatura soffice a temperatura controllata e con lieviti selezionati.
Presa di spuma: 25-30 giorni.
Affinamento: 2 mesi.
Residuo zuccherino: 3 g/l.
Acidità totale: 5,8 g/l.

Bortolomiol

Documenti della metà del ‘700 attestano l’esistenza di Bartolomeo Bortolomiol, l’avo di cui in famiglia viene tramandato il nome ed il mestiere da generazioni. Bartolomeo per tutta la vita ha coltivato la vite sulle colline di Valdobbiadene trasmettendo ai suoi discendenti l’amore per la terra e l’attitudine a trarne il meglio. La sua lezione è giunta fino a Giuliano Bortolomiol, fondatore dell’attuale azienda spumantistica, che ha sempre creduto nella qualità e nel futuro del Prosecco a denominazione, ed in tal senso ha operato per tutta la vita. Le figlie del fondatore, Maria Elena, Elvira, Luisa e Giuliana hanno a loro volta fatta propria questa missione ed, unitamente alla madre Ottavia, hanno investito risorse ed energie sia nella qualità del prodotto che nella creazione di un legame forte con il territorio, guidate da un principio di responsabilità ambientale. Il cambio generazionale ha portato alla naturale evoluzione verso una visione manageriale che ha visto dividersi e specializzarsi i ruoli di gestione tra le 4 figlie di Giuliano, oggi alla guida dell’azienda. Un avvicendamento che ha visto però mantenere intatti i principi della tradizione famigliare: primi tra tutti la qualità del prodotto e la valorizzazione del territorio. L’impegno delle donne Bortolomiol è infatti mirato non solo ad affermare con orgoglio una visione femminile del lavoro, ma soprattutto a portare una nuova femminilità nel mondo del vino, che per le donne Bortolomiol significa prima di tutto maggiore sensibilità nei confronti del territorio. Dai progetti di agricoltura consapevole e sostenibile, ad un’attenzione per tutta la filiera produttiva infatti, la femminilità è divenuta parte dal lavoro quotidiano in azienda, fino ad estendersi ad altre realtà. Il futuro dell’azienda è orientato all’apertura, che non significa solo mirare a interessanti mercati sui quali affacciarsi con la consapevolezza e l’orgoglio dell’elemento distintivo della denominazione, ma anche autentico impegno dell’azienda in importanti progetti a carattere ambientale e umanitario. La qualità dei prodotti Bortolomiol dimostra la forza di questo antico sodalizio tra cantina e conferitori, che si conferma ed arricchisce attraverso le frequenti visite in vigneto, gli incontri-confronto, gli eventi, i corsi di aggiornamento e assistenza tecnica ed i momenti di convivialità in cui vengono ogni anno conferiti speciali riconoscimenti in un clima allegro e piacevole. Per aumentare ulteriormente la qualità è necessario valorizzare la vocazionalità del territorio di produzione attraverso l’adozione delle più appropriate tecniche gestionali nel vigneto e una mirata assistenza tecnica ai conferitori. Ecco perché è stato messo a punto un programma di corsi di aggiornamento e sono state pianificate assistenza tecnica sul campo e supporto alle tecniche di coltura e di difesa. A guidare e seguire i conferitori in questo percorso sono il dottor Giovanni Pascarella ed il team di enologi.

Metodo Charmat

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