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Colore: Rosso rubino.
Olfatto: Al naso è fresco e immediato con note floreali e fruttate.
Gusto: Al gusto fresco e sapido, equilibrato, delicato
Abbinamenti gastronomici: Antipasti misti, salumi, primi piatti, sformati, carni bianche e rosse, formaggi.

Uvaggio: Vitigni autoctoni e internazionali misti.
Aree di produzione: V
igneti vari di proprietà aziendale ubicati nei comuni di Aymavilles, St. Pierre, Gressan e St. Christophe.
Suolo: Morenico, sciolto, sabbioso.
Esposizione: In pendenza,
 esposizioni miste.
Altitudine: 500-600 metri s.l.m.
Produzione annua: 7000 bott.
Superficie: 1,5 ha circa.
Forma di allevamento: Guyot.
Densità di impianto: 7500 ceppi per ettaro.
Resa: 10
.000 kg/ha.
Vendemmia: Raccolta manuale a metà ottobre.
Vinificazione: Fermentazione di 7 giorni in acciaio inox (temperatura 28/30°C) con rimontaggi giornalieri.
Affinamento: Affinamento di 6 mesi in acciaio inox.

Les Crêtes

Fu il trisnonno Bernardin Charrère, proveniente dall’attuale Alta Savoia ad immigrare in Aymavilles intorno al 1750. Lì costruì l’immobile ancor oggi esistente con cantine e frantoio per le noci. Il bisnonno Etienne continuò l’attività inserendo anche la produzione di sidro secondo necessità della moda e dell’economia del tempo mediante l’aggiunta di un’ulteriore macina. Il nonno Louis costruì poi un mulino per macinare frumento, segale ed orzo perché ancora una volta così voleva il mercato e chi è lungimirante sa riconoscere i segni del tempo adeguandosi. Antoine, padre di Costantino, che gli successe, continuò l’attività fino al 1955 quando cominciarono ad arrivare da fuori valle oli d’oliva e macinati. Fu nuovamente necessario riconvertirsi e la linea scelta questa volta fu quella dei vini pregiati. Ancora una volta si pose l’attenzione al pubblico e per meglio distinguersi si cominciò un’opera di personalizzazione a livello colturale (crus vinificati separatamente), commerciale (indicazione locazioni geografiche di ciascun vigneto), e storico (fedeltà ai vitigni autoctoni che avrebbero fatto grande la Valle d’Aosta come il petit rouge, il fumin, il prié rouge, il tinturier). Costantino ha continuato l’opera del papà Antoine e della mamma Ida, dedicandosi con passione alla viticoltura. Dapprima selezionando vitigni che altrimenti si sarebbero persi nelle montagne valdostane: la Premetta (Prié Rouge), rarissimo vitigno in via di estinzione, le cui uve sono ora vinificate in purezza secondo un protocollo innovativo in spumante metodo classico e il Fumin, altro ceppo “autoctono”, salvato dall’estinzione e vinificato con risultati eclatanti, tanto da meritarsi già nel 1999 l’attenzione della critica Nazionale con “Il sole di Luigi Veronelli”. In Seguito, lasciato l’insegnamento, Costantino è spinto dal desiderio di dedicarsi completamente alla sua passione per il vino e realizzando quella che è ora Les Crêtes, sempre in Aymavilles, impiantando nuovi vigneti anche in altri comuni della Valle d’Aosta. Oggi, l’azienda, di proprietà della Famiglia Charrère, gestisce 20 ettari di vigneto distribuiti in sei comuni valdostani. Con la sua produzione annua di 180.000 bottiglie è la più grande azienda privata operativa sul territorio regionale. L’azienda Les Crêtes produce i suoi vini in un contesto alpino, che si sviluppa ai piedi del Monte Bianco, caratterizzato da montagne elevate, pendenze sabbiose e temperature rigide. Il microclima fresco, secco e ventilato è caratterizzato da suoli di origine morenica, drenanti e a forte componente minerale. Situata nel cuore delle Alpi ed incastonata tra “quattro grandi” come il Monte Bianco, il Cervino, il Monte Rosa ed il Gran Paradiso, la Valle d’Aosta è la più piccola delle regioni d’Italia. La Valle d’Aosta è la regione europea con la maggior concentrazione di aree protette. Il 13% della superficie totale è occupata da parchi, riserve naturali e oasi. La maggiore estensione protetta è quella del Parco Nazionale Gran Paradiso, seguita dal Parco Regionale Mont Avic. Orograficamente è divisa in due dalla Dora Baltea che scorre nella valle centrale in direzione ovest-est, ed evidenzia due versanti, uno ombroso esposto a nord detto envers nel dialetto locale, e uno assolato e arido esposto a sud detto adret. Nella Valle centrale confluiscono una ventina di valli laterali orientate lungo l’asse nord-sud. La vite in questo territorio trova il suo habitat ideale sui terrazzamenti ventilati che si estendono lungo la valle centrale e salgono a ridosso della montagna. L’attenzione all’ambiente e le tecniche di coltivazione sono aspetti fondamentali per questa realtà. Essa ha un legame intrinseco e focalizzato con l’habitat circostante. Ogni attività viene svolta con la massima dedizione e cura, in relazione alla qualità e alla passione che li contraddistingue. Les Crêtes inoltre segue le linee guida dei programmi europei di settore per quanto concerne i trattamenti fitosanitari, scegliendo di fare un utilizzo ridotto di fitofarmaci. La gestione agronomica, in prevalenza manuale, segue le pratiche della lotta integrata a tutela dell’ambiente e a salvaguardia del territorio. Le condizioni climatiche favoriscono inoltre una coltivazione a basso impatto ambientale. Le uve, raccolte a mano, sono disposte in piccole casse, per proteggerne l’integrità e vengono trasformate con grande attenzione. I vini, sapidi freschi ed eleganti, esprimono questa filosofia e l’essenza del ”terroir” di montagna. Sono figli di una cantina a conduzione famigliare, di piccoli appezzamenti coltivati a mano e curati nei dettagli, per ottenere uve sane, con basse rese, seguendo sia in campo che in cantina, le pratiche tradizionali ed eco-sostenibili, a tutela dell’ambiente e del territorio.

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